Manifesto

ihsan

Un think tank di musulmani in italia

Chi siamo

Come musulmani e laici di cultura islamica della società civile italiana abbiamo la responsabilità di far conoscere e promuovere in Italia un’immagine reale della cultura, della religione e della civiltà islamica. Siamo un coro di voci leali, una presenza qualificata nella nostra società, attive da anni sul terreno della conoscenza, dello studio, dell’educazione ai valori, della comunicazione indipendente e della promozione interculturale.

Il senso di responsabilità e di cittadinanza proattiva unisce i fondatori di Ihsan per contribuire con idee, progetti e iniziative allo sviluppo dell’Islam italiano, tutelando l’identità islamica, tanto di chi si professa osservante quanto di chi non lo è, indipendentemente dalla casistica sociologica e dalla provenienza geografica di ciascuno. Ihsan si propone di essere uno spazio di riflessione strategica, un presidio intellettuale funzionale al miglioramento dello status di uomini e donne musulmani che si riconoscono come parte integrante della società. Un’ “intellighenzia musulmana” che vuole costruire le condizioni necessarie per una convivenza positiva incentrata sul rispetto reciproco.

La tensione ideale e il fondamento motivazionale del nostro gruppo rispondono a un’urgenza sentita da molti musulmani di contribuire a una maggior consapevolezza della realtà nella sua complessità, valorizzando il pluralismo interno alla società musulmana contemporanea. Vi è la necessità di una presenza costruttiva e continuativa dei musulmani nei luoghi deputati al confronto democratico. La partecipazione sociale consiste anche nel saper veicolare contenuti qualitativi per una rappresentazione adeguata e positiva dell’essere cittadini musulmani. Gli ambiti della nostra riflessione riguardano la condizione religiosa, culturale, sociale e giuridica dei musulmani in Italia.

Cosa vuol dire Ihsan

La parola “ihsan” significa eccellenza, perfezione; deriva dal verbo “ahsana-yuhsinu” che vuol dire “fare il meglio di sé”, “fare del bene al prossimo”. Senza questa virtù non c’è etica che si possa declinare dal piano teorico verso una realizzazione effettiva. Dalla coerenza nella fede crediamo si debba manifestare anche un’eccellenza nella cittadinanza, nel lavoro, nelle relazioni sociali e nella famiglia. È ambizioso scegliere questo nome per un think tank perché rivela le intenzioni di coloro che, lavorando insieme, desiderano contribuire allo sviluppo di una società aperta basata sul rispetto e la coesistenza pacifica.

Perché un think tank

Si tratta di uno strumento collettivo, flessibile e articolato. Il format del “think tank” consente di lavorare con un approccio multidisciplinare, di “fare rete” appoggiandosi su un capitale umano eterogeneo. Ihsan è un gruppo che esprime la molteplicità delle voci della comunità islamica italiana evitando i problemi pretestuosi legati alla rappresentatività. Al momento Ihsan non intende costituirsi in alcuna forma giuridica per avere funzioni rappresentative dell’Islam in Italia. Il gruppo si ispira ai valori della Costituzione italiana e si dichiara neutrale dal punto di vista politico. Ihsan, pur intrattenendo relazioni con le rappresentanze diplomatiche islamiche e gli organismi internazionali presenti sul territorio italiano, si mantiene autonomo nei confronti di tutte queste realtà.

Un impegno di responsabilità e di civiltà

La cultura e l’informazione sono strumenti fondamentali per evitare che la comunità islamica cada nel vittimismo e nella gabbia dello stereotipo, diventando facile preda tanto dell’islamofobia quanto del terrorismo internazionale che strumentalizza la religione.

Manca nel dibattito pubblico un serio approfondimento sulla radice della parola Islam che significa pace. L’Islam viene percepito come religione retrograda, fonte di oscurantismo e di guerra a causa dei terroristi che uccidono, prendendo a pretesto il nome di Dio, per la mera ricerca di potere. C’è uno scontro aperto, talvolta paradossale, tra pulsioni legate al pregiudizio, all’ignoranza e all’odio che non consente una riflessione pacata, senza invettive, secondo le regole del rispetto del pluralismo e delle diversità.

In questa situazione kafkiana, lo status sociale del musulmano in Occidente patisce sempre più gli effetti di una rappresentazione negativa dell’Islam. I musulmani, invece, sono cittadini come gli altri, sono lavoratori, professionisti e intellettuali che danno il loro contributo alla crescita sociale e culturale dell’Italia. La stragrande maggioranza dei musulmani non è interessata a scontri di civiltà, a guerre di religione né alla propaganda di radicalizzazione pseudoreligiosa. Un musulmano, uomo o donna, può e deve vivere la propria fede nel rispetto delle regole della società in cui vive, perciò diventa fondamentale che altre persone appartenenti alla medesima cultura possano mostrare tale armoniosa integrazione. Conosciamo la ricchezza e la dolcezza dell’Islam il cui patrimonio di valori ci è stato insegnato dalla vita del Profeta Muhammad. Conosciamo le regole della convivenza civile, le dinamiche della democrazia e le istanze della laicità frutto della storia del nostro Paese, l’Italia.

Il lavoro già svolto

La prima riunione riservata solo i fondatori di Ihsan si è tenuta il 3 giugno 2016 presso la sala azzurra del Ministero dell’Interno, all’indomani della Festa della Repubblica, il venerdì prima dell’inizio del mese di Ramadan. La scelta di una sede istituzionale è sembrata a tutti la più adeguata per sottolineare l’importanza della creazione di un think tank di musulmani che, per la prima volta, nasceva spontaneamente all’interno della società civile italiana. La seconda riunione del 3 luglio si è tenuta nella sala riunioni della Grande Moschea di Roma, dopo una cena iftar di interruzione del digiuno rituale. Si tratta di un luogo simbolico dell’Islam in Italia che tutti i fondatori di Ihsan riconoscono come un centro di grandi potenzialità ancora da attuare. Il 12 novembre Ihsan ha organizzato per la prima volta un incontro aperto al pubblico con docenti e studenti del corso di arabistica della LUISS sul tema “Musulmani in Italia, tra società civile e partecipazione al dibattito pubblico” intervenendo accanto a ricercatori universitari ed esperti del mondo accademico. Interessanti sono stati gli scambi con i giovani musulmani italiani di seconda generazione. Infine, per l’ultima riunione del 3 dicembre è stata scelta la sede nazionale della CGIL, come realtà in cui confluiscono uomini e donne di culture ed etnie diverse. Si è trattato di un momento operativo, riservato ai fondatori del think tank, per la strutturazione delle attività del 2017.

Gli obiettivi di Ihsan

Il think tank lavorerà su quattro macro-aree: Cultura, Educazione, Comunicazione e Sociale. Dal lavoro svolto finora sono stati individuati i seguenti orientamenti da perseguire e attività pratiche da realizzare:

  • unire le forze per avere un maggior peso nella società e controbilanciare l’indifferenza o l’impotenza che si diffondono sempre più anche all’interno del mondo islamico
  • offrire risposte efficaci sia al mondo delle istituzioni che alla cittadinanza evitando il monopolio di alcune figure che confondono l’Islam religioso con l’ideologia e la propaganda di gruppi politicizzati
  • fungere da un punto di riferimento culturale accanto agli studiosi non musulmani che solitamente vengano interpellati su questioni riguardanti l’Islam
  • costituire un laboratorio di idee in grado di rispondere alle crescenti sollecitazioni mediatiche sull’Islam
  • promuovere convegni e iniziative per far conoscere le vere radici della cultura e della civiltà islamica ai giovani e ai non musulmani
  • interagire con le varie agenzie di formazione, università, istituti di ricerca, centri di elaborazione e trasmissioni di idee
  • adottare strumenti di conoscenza strategici sul terreno della produzione culturale, dell’analisi sociologica, antropologica e psicologica, della comunicazione
  • trovare un antidoto all’islamofobia e all’aggressione mediatica che, tra l’altro, coinvolge doppiamente le donne musulmane
  • elaborare una narrativa positiva per contrastare il radicalismo e la politicizzazione dell’Islam
  • valorizzare agli occhi delle nuove generazioni le varie culture su cui si appoggia l’identità islamica
  • promuovere il counselling islamico per far emergere, trasformare e orientare le energie e le potenzialità positive del musulmano verso l’autostima, il dialogo e il bene comune.